Nell’accezione comune l’ansia ha un valore prettamente negativo.  Avere l’ansia corrisponde ad un senso di irrequietezza generale, a paura o timore collegati ad un’azione, una persona od un luogo specifici, capaci di attivare quell’affetto molto preciso che tutti conoscono. Spesso, livello troppo alti o prolungati di questa ansia possono risultare insostenibili e per questo, sempre più persone, ricorrono a sostanze legali o illegali per abbassare o far scomparire il livello d’ansia.

 

Esiste però un’altra accezione di questa ansia, che pare molto meno considerata anche se è di uso comune nella lingua italiana. Desiderare: avere l’ansia per indicare un desiderio di ottenere o raggiungere qualcosa. Avere l’ansia di affrontare un esame è, allora, al tempo stesso, la paura di non superare quell’esame ma anche il desiderio di affrontarlo. Il desiderio è in effetti una spinta che può essere così forte da mettere in fuga, o che può bruciare.

E’ importante riuscire a domare quest’ansia, ad utilizzarla come combustibile per raggiungere i propri obiettivi, a farne da guida per la propria ambizione, a misurare con lei la voglia di fare qualcosa. Una persona ansiosa è una persona di desiderio, ma che ne è schiacciato, il desiderio è così forte da spaventarla e la persona non può che sfuggire davanti ad ogni sfida.

L’ansia è attesa di qualcosa, ma solo la persona che la prova potrà decidere se farne un’attesa passiva e spaventosa (leggi: paura), o un’attesa attiva e positiva (leggi: desiderio), in cui, davvero, questo affetto così primordiale, diventa il migliore degli alleati.

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