In un momento di difficoltà tutti provano il desiderio di rifugiarsi in un luogo sicuro. Questo è il meccanismo alla base della dipendenza, che solo in alcuni casi può essere definita patologica. Anzi, la dipendenza, è un normale meccanismo umano, addirittura, l’uomo nasce dipendente, a causa della pre-maturazione che caratterizza la sua nascita, è dipendente in tutto e per tutto dalla madre e dall’ambiente esterno.

La dipendenza patologica è invece una dipendenza che circuisce a quotidianità di una persona, che arriva a scandire, come un rituale, le pause della giornata, come sanno bene i fumatori.

Una grande differenziazione nelle dipendenze patologiche va fatta per quello che riguarda l’oggetto della dipendenza, se da una sostanza che, attraverso il consumo, porta una sensazione di piacere come per l’alcol o le droghe; se da un’azione che porta una certa alterazione dell’equilibrio psicofisiologico come il sesso o l’adrenalina, in quest’ultimo è possibile annoverare anche il vizio del gioco.

 

La soddisfazione del corpo non è l’unica soddisfazione in gioco all’interno del paradigma delle dipendenze, è necessario ricostruire la trama personale del soggetto per poter arrivare a capire e comprendere cosa lo abbia spinto a perdere la propria autonomia e a sviluppare una dipendenza da qualcosa di cui non può farne a meno. L’approccio psicoterapeutico ad orientamento dinamico può risultare estremamente efficace nel trattamento delle dipendenze in quanto aiuta dal lato della comprensione a rendere cosciente ciò che, nel passato di quel soggetto, ha spinto a sviluppare la dipendenza e, per il futuro, a sviluppare strategie più funzionali e adattive nella vita quotidiana che non prevedano il ricorso all’oggetto della dipendenza.

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