Il mio metodo è quello psicoanalitico che deve la sua invenzione a Sigmund Freud, ma che nel secolo scorso è stato rivisto, integrato con altre discipline e approfondito da Jacques Lacan. Analizzando e ricostruendo la storia del paziente lo si aiuta a trovare la chiave per decifrare i sintomi che vanno in completa remissione.

La psicoterapia ad indirizzo analitico è uno strumento valido che permette di affrontare e superare efficacemente la maggior parte dei sintomi contemporanei. E’ un valido aiuto nel trattamento degli attacchi di panico, della depressione, delle fobie e della maggior parte dei disturbi psichici che possono rendere da faticosa a impossibile la vita quotidiana.

Oggi i percorsi di questo tipo prevedono, solitamente, una seduta settimanale e una durata che può variare in funzione della persistenza del sintomo, della tenacia delle resistenze e della volontà del paziente di spingersi verso un maggior grado di profondità delle proprie dinamiche psichiche. 

Uno sguardo più consapevole su se stessi è una grande risorsa per poter vivere quello che ci capita tutti i giorni come qualcosa di “nostro”. Poter riconoscere la propria personale implicazione attiva in situazioni che, ad uno sguardo superficiale, possono apparire come indipendenti dalla nostra volontà, permette di restituire un posto centrale al paziente nella sua vita, e di ridare il giusto peso alla propria responsabilità personale.

Questo percorso è possibile grazie ad uno spazio di riflessione, in cui la persona è invitata a parlare liberamente, in un contesto di ascolto empatico e privo di giudizio, tutelato dal segreto professionale. Dal discorso personale emergeranno quei ricordi, quelle espressioni che hanno segnato la vita di ognuno in maniera unica

Il presupposto necessario per un percorso valido è aver fiducia nell’esistenza dell’inconscio. Inconscio non da considerare come una forza oscura o potere soprannaturale che tira le fila dei nostri pensieri o delle nostre azioni, ma per quello che effettivamente è: lo scrigno che racchiude tutte le nostre emozioni e i vissuti passati, la memoria di ciò che siamo stati, tanto grande da non poter sempre essere accessibile alla coscienza. L’accesso alla coscienza è precluso soprattutto per quegli eventi ed emozioni più legati alla nostra infanzia e a carattere traumatico o conflittuale, a causa del profondo valore e impatto che hanno avuto su di noi. 

Attraverso un lavoro di rielaborazione e riappropriazione del nostro passato acquistiamo la possibilità di gestire meglio e più direttamente il presente per assicurarci un futuro migliore.

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