Storia e definizione

Il Voyeurismo è la tendenza a cercare e trarre soddisfazione, anche sessuale, attraverso la vista.

La leggenda di Lady Godiva

Il termine derivante dal francese risale al diciannovesimo secolo. La stessa tendenza è anche conosciuta, fin dal medioevo inglese, come peeping tomismo, da Peeping Tom (Tom che guarda), personaggio della leggenda di Lady Godiva.

Il racconto narra che Lady Godiva, per far abbassare le tasse a suo marito, il conte di Coventry, lo avesse provocato uscendo per il villaggio a cavallo coperta solo dai suoi capelli.

Nonostante fosse stato vietato dal conte a tutti i cittaidni di guardarla, un sarto di nome Tom la guardò lo stesso e rimase accecato dalla sua bellezza. Peeping Tom sarebbe un equivalente popolare del nostro “guardone”. Questa disposizione è conosciuta anche come scopofilia, il cui significato, derivato dal greco è “amore per la vista”.

Collier, John; Godiva; Herbert Art Gallery & Museum; http://www.artuk.org/artworks/godiva-55279

Dal punto di vista patologico, rientra nel quadro delle parafilie,  comportamenti sessuali che hanno modalità o oggetti diversi dalla “norma”, cioè si differenziano dall’avere rapporti sessuali maturi con partner adeguati – per adeguati si intende esseri umani adulti e sviluppati. Spesso sono riconosciuti come crimini sessuali e sono previste condanne e pene per chi ne è riconosciuto colpevole.

Sintomi del Voyeurismo

Secondo il DSM-V, il manuale statistico per le diagnosi, il Disturbo Voyeuristico può essere riconosciuto se un soggetto, per almeno sei mesi: 

1) ha provato un’intensa attivazione sessuale nello spiare altre persone non consenzienti nude, nell’atto di spogliarsi o durante un atto sessuale. Questa attivazione può manifestarsi attraverso fantasie, impulsi o comportamenti;

2) ha messo in atto con persone non consenzienti questi impulsi, oppure questi impulsi e fantasie gli causano importante disagio nella vita sociale e lavorativa o impedimenti in diverse aree di funzionamento.

Disturbo voyeuristico e tendenze voyeuristiche contemporanee

Questa diagnosi è relativa ad una persona disturbata e che necessita di cure o quantomeno di isolamento, affinché chi ne soffra non arrechi danno alle sue potenziali vittime. Al pari di altre parafilie, anche più pericolose, il Voyeurismo è considerato in molte nazioni come un reato e sono previste pene per chi lo commette.

Bisogna tuttavia fare un distinguo tra il disturbo voyeuristico e la tendenza voyeur. Soprattutto nella società contemporanea, in cui alla vista sono offerti spettacoli un tempo decisamente inimmaginabili. Basti pensare ai primi anni 2000 quando sono stati trasmessi i primi reality shows come il grande fratello o L’Isola dei famosi. In questi veniva dato in pasto agli occhi del pubblico la vita intima e “privata” dei suoi partecipanti. Era possibile seguire per 24 ore su 24 degli altri esseri umani.

Tutto questo spettacolo diventa un boccone succulento per coloro che hanno una predisposizione per questo tipo di soddisfazione e allo stesso tempo suscita questa particolare modalità di provare piacere.

Lo sguardo e la psicoanalisi

Secondo la psicoanalisi freudiana non esiste un corpo intero, cioè siamo costituite da alcune zone erogenee che non sono in continuità con il resto del corpo. Lo sviluppo consiste in una successione di tappe: fase orale, fase anale e poi la fase genitale. Ad ognuna di queste fasi corrisponde il rapporto, più o meno sano, che l’individuo svilupperà con quella particolare modalità di soddisfazione. In primis, c’è il seno materno che allatta a cui si attacca la bocca del soggetto.

Il bambino chiama con i suoi strilli e i suoi lamenti e chi se ne prende cura risponde approntando una soddisfazione legata alla zona della bocca.

Segue la fase anale, in cui il soggetto risponde alle richieste di chi lo spinge a liberarsi, per questo il bambino arriva a vedere come doni per l’Altro i propri escrementi.

Nella prima fase chiede e poi nella seconda risponde. Con la maturazione biologica, il primato della soddisfazione si sposta verso l’apparato riproduttore. Le fasi precedenti non si sono annullate, ma piuttosto, nello sviluppo più normale, si sono amalgamate con le successive.

Lacan riprende questa teoria basilare della psicoanalisi e apporta un’aggiunta personale. Considera anche la voce e lo sguardo alla stregua degli altri oggetti, nelle modalità tanto attive quanto passive. Così la voce può diventare fonte di piacere e soddisfazione, pensiamo a chi canta o a chi è appassionato di musica, e ugualmente lo sguardo. Voyeurismo ed esibizionismo possiamo considerarle due facce della stessa medaglia.

Per entrambi c’è in gioco un desiderio legato alla vista ma che si contraddistingue come deviante, perché illegale. In fondo, questi comportamenti, quando esacerbati, sono fonte di angoscia per chi li subisce, tanto per chi è spiato quanto per chi è costretto a guardare.

Riprendendo la leggenda di Peeping Tom, anche lì era presente il divieto di guardare e il sarto è punito dal fato per questo suo farsi beffe della legge.

Conclusioni sul voyeurismo

Le motivazioni per cui un individuo sviluppa un desiderio che si allontana dalla norma – una cosiddetta perversione – possono essere diverse. Ha quindi senso approfondirle nella specificità di ogni caso.

Le tendenze a trarre soddisfazione, senza che questo sia un piacere intenso come nella perversione, dalla vista di qualcuno, dallo spiare non sono patologiche, ma piuttosto normali, entro certi limiti.

Non bisogna aver paura di riconoscere in noi stessi elementi che nella visione comune vengono interpretati come patologici. La patologia è un’irrigidimento e un’esacerbazione di quelle che sono le comuni tendenze dell’essere umano. E’ importante riconoscere quelle nostre parti che sentiamo come più “originali”, senza soffocarle.

In questo la psicoterapia aiuta ad essere meno giudicanti verso noi stessi. Inoltre aiuta a compiere un lavoro di integrazione piuttosto di scotomizzazione di quelle nostre parti che “non vogliamo vedere”.

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