Che cosa si intende per dipendenza sessuale?

La dipendenza dal sesso è, per il senso comune, l’impossibilità a resistere di fronte ad una stimolazione sessuale. In questa accezione la spinta verso il sesso, al pari di quella per alcol, sostanze stupefacenti o gioco d’azzardo, è un comportamento che non è possibile controllare e che è più forte del soggetto che la subisce.

Nel discorso scientifico, la questione è più complessa in quanto non esiste, almeno ad oggi, una diagnosi di dipendenza sessuale come invece capita per droga o gioco d’azzardo. Una prima difficoltà, infatti, consiste nel definire l’oggetto di questa dipendenza, in quanto il campo è molto vasto e non vanno considerati solo i comportamenti, ma anche le fantasie o i pensieri che lo riguardano. In questa prospettiva si potrebbe definire dipendente dal sesso anche chi ci pensa continuamente, a prescindere da quali comportamenti metta in atto.

Parafilie e normofilie

Bisogna inoltre distinguere le parafilie dalle “normofilie”. Nelle prime vengono annoverati tutti i comportamenti sessuali atipici in cui c’è una sostituzione dell’atto o dell’oggetto, con altri non comuni e non normali. Le parafilie sono considerate deviazioni che possono arrivare ad essere il segnale di un forte disagio e di una marcata componente psichiatrica. Con il termine di normofilia si intende invece la disposizione sessuale più comune. D’ora in poi ci riferiremo a questa sfera.

dipendenza sessuale

I criteri per la dipendenza sessuale

Un criterio generale univoco per definire una dipendenza è quando l’insieme di comportamenti su uno specifico oggetto diventano un ostacolo nella vita professionale, sociale e familiare di una persona. Nonostante questi punti fissi l’ambiente accademico non è unanime sulla definizione di dipendenza sessuale e sul suo riconoscimento come disturbo mentale. E’ un fenomeno che necessita di essere ancora approfondito e che non dispone di sufficienti evidenze empiriche.

Non è in discussione l’aspetto patologico dell’approccio alla sessualità di certi soggetti, ma la sua collocazione chiara e precisa nello spettro dei disturbi mentali.

Ipersessualità

L’unica descrizione nosografica nel campo delle normofilie è quella di ipersessualità che è definita come “il bisogno, più forte del normale, di svolgere attività sessuale”. L’inquadramento dell’ipersessualità viene fatto in tre distinti quadri psicopatologici: quello dei disturbi impulsivi, dei disturbi compulsivi e delle dipendenze. Questa tripartizione rende difficile un punto di vista univoco sul disturbo e spiega il perché non venga riconosciuta la dipendenza sessuale al pari delle altre.

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Impulsivo Vs. Compulsivo Vs. Dipendenza sessuale

Rispetto alla sessualità, un comportamento è impulsivo quando procura un immediato piacere; si definisce compulsivo quando invece è finalizzato ad alleviare una sofferenza, un disagio. Entrambi, superati una certa soglia, diventano incontrollabili e il soggetto non è più in grado di fermarsi. Nel comportamento questi due aspetti possono manifestarsi al contempo e non è affatto detto che si escludano a vicenda. Gli aspetti impulsivi e compulsivi sono presenti anche nella dipendenza e per questo diventa davvero difficile separarli tra loro. Sicuramente nella dipendenza è presente un attaccamento forte ad un oggetto o comportamento, la cui mancanza è intollerabile.

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Proliferazione del porno

La diffusione di internet è stata una spinta incredibile per la proliferazione della pornografia e di comportamenti legati al sesso. La garanzia di anonimato e la facile accessibilità hanno permesso a molte più persone di accedere senza remore al mondo della pornografia e di tutti i suoi satelliti come videochat erotiche, applicazioni per incontri sessuali occasionali o di un tipo particolare (scambismo, voyeurismo…). Un tempo, lo sguardo del giornalaio o della cassiera erano un deterrente che spingeva a rinunciare, un tempo in cui l’Altro forniva un limite; oggi è tutto già pronto a portata di un clic.

Il sesso e l’altro

In una prospettiva più relazionale, l’interscambiabilità spasmodica dell’oggetto sessuale implica una certa difficoltà a legarsi. Al limite estremo ci sono Dongiovannismo e Ninfomania che vengono definiti come pattern comportamentali caratterizzati da ripetute conquiste sessuali con una successione di individui che esistono solo come oggetti d’uso. Ridurre l’altro ad oggetto è un modo per non riconoscerlo nella sua alterità e controllarlo. Se non riconosco l’altro, non può ferirmi. La sessualità si può porre, allora, come un comportamento teso all’ottenimento del controllo sul partner. Alcuni attraverso la sessualità ri-cercano l’amore, utilizzano l’incontro sessuale per legare a sé l’altro, o almeno credono di poterci riuscire. Altri attraverso l’auto-erotismo tagliano fuori l’Altro dalla propria intimità e vivono in un’onnipotenza virtuale che li fa bastare a se stessi.

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Esiste una sessualità sana?

La sessualità è una sfera molto importante tanto per la vita del singolo quanto per quello della coppia e si può definire sana quando la propria sessualità permette l’incontro con l’altro e il suo riconoscimento. Che sia all’interno di una relazione o che sia per un incontro occasionale, si può definire sana se è vissuta liberamente, cioè non costretta da dinamiche impulsive, compulsive o dipendenti che il soggetto subisce. Desiderio, piacere ma anche la stessa trasgressione, sono elementi decisivi per la sessualità che devono essere al servizio di chi la esprime. Quando questi elementi sfuggono al controllo, e questo può capitare per molteplici motivi, un percorso di terapia può aiutare ad avere maggiore consapevolezza su se stessi e su come ognuno, nella propria singolarità, si soddisfa. 

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