Bulimia

Che cos'è la bulimia?

Complementare rispetto all’anoressia risulta la bulimia, perché se la prima è un controllo estenuante sulla propria alimentazione, alla seconda corrisponde la perdita di tutti i freni: nell’abbuffata bulimica il soggetto non riesce più a controllarsi, tutto il controllo esercitato precedentemente in maniera così rigida implode, niente può arrestare questa crisi se non l’esaurirsi materiale del cibo.  

Al tempo dei romani, era usanza comune quella di vomitare durante i pasti, per poter “far spazio” ad altro cibo. Era molto comune questa modalità dai i più nobili, fino all’imperatore durante i banchetti. Seppur in una prospettiva molto diversa, possiamo quindi vedere come sia profondamente umana questa tendenza alla voracità. 

Nel mondo contemporaneo, la bulimia ha caratteristiche ben particolari: si configura come uno sfogo, come in alcuni casi l’unico comportamento che può portare un sollievo ad uno stress pre-esistente. 

donna mangia cioccolato con il frigo aperto

Spesso infatti la troviamo far coppia proprio con l’anoressia, i soggetti anoressici non riescono sempre a tenere alto il controllo così come vorrebbero e capita in alcuni frangenti, dovuti a stress interni od esterni, di cedere ad irresistibili impulsi bulimici che li portano a consumare qualsiasi cosa sia nella loro disponibilità, specialmente dolci, ma portando addirittura a volte a ingerire sostanze non alimentari semplicemente perché erano le più reperibili. 

Dopo questi accessi, subentrano, importanti sensi di colpa per essere venuti meno al proprio programma. Questi sensi di colpa possono anche spingere il soggetto ad agire condotte di espulsione del cibo, come simbolico tentativo di espiare “i propri peccati”. Non sempre però la bulimia è seguita dall’espulsione del cibo.

Quando si parla di “fame nervosa” probabilmente parliamo di qualcosa che è simile alla bulimia, ma, per intensità e gravità, non possono essere accostate. La fame nervosa non è un comportamento patologico, come arriva a configurarsi la bulimia. Entrambe concorrono degli stessi trigger come, appunto, il bisogno di gestire uno stress, un senso di frustrazione crescente, ma solo la bulimia ha quella componente patologica legata al mettere in pericolo, a creare un danno al corpo.

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