Ludopatia: Gioco d’Azzardo patologico (GAP)

Che cos’è? Di che disturbo si tratta?

Il gioco d’azzardo patologico è una malattia fortemente invalidante che può avere terribili conseguenze sulla vita di chi ne soffre e dei suoi cari. L’aspetto autodistruttivo non è tanto rivolto verso il proprio corpo come capita nella dipendenza da alcol o da droghe, ma non per questo è da sottovalutare. Come ogni dipendenza patologica, il bisogno di ricercare l’oggetto o il comportamento è “più forte” del soggetto e in virtù di questo, nei casi più gravi, lo spinge ad azioni inaccetabili per sé e per chi gli è intorno.

Storia e definizione del gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo è una pratica antichissima, basti pensare che la sua etimologia risale all’arabo az-zahr, con influenze francesi azard e spagnole azahar, e voleva dire gioco di dadi, più precisamente zahr era il fiore rappresentato su una delle facciate dei dadi e che verosimilmente indicava il colpo vincente. Ha poi perso quest’accezione di colpo fortunato e ha preso piuttosto il senso opposto, già dal medioevo, di colpo malvagio, rischio, addirittura pericolo. Oggi è utilizzato per indicare qualcosa che è imprevedibile, aleatorio. Nel gioco d’azzardo patologico ci si espone costantemente al rischio di una situazione assolutamente incontrollata e la ricerca di questa sensazione è impossibile da gestire per il soggetto che arriva a rischiare tutto ciò che ha, non solo a livello materiale, per rincorrere una sensazione ancor prima che il miraggio di una vincita.

ludopatia

Sintomi del gioco d’azzardo patologico o ludopatia

Secondo il DSM-V affinché si possa fare diagnosi di dipendenza patologica dal gioco d’azzardo bisogna che vengano soddisfatti alcune condizioni che indagano la criticità dei comportamenti messi in atto dal giocatore. Questa lista mette in risalto anche quelli che sono i sintomi che permettono di individuare il giocatore patologico. La lista è composta da nove items che indagano la gravità crescente della situazione, a partire dal bisogno di alzare sempre di più la posta per ottenere lo stesso livello di eccitamento fino alla necessità di rivolgersi ad altri per porre rimedio alla situazione disperata in cui si sono trovati. Solo una volta toccato il fondo, appunto, chiedono aiuto.

  • Ha bisogno di giocare quantità sempre maggiori di denaro per raggiungere l’eccitazione ricercata.
  • È irrequieto o irritabile quando tenta di diminuire o smettere di giocare
  • Ha compiuto ripetuti sforzi, senza successo, di controllare, ridurre o smettere di giocare
  • È spesso preoccupato per il gioco ( per esempio ha continui pensieri in cui rivive le passate esperienze di gioco, pianifica la prossima giocata, pensa alle modalità con cui ottenere i soldi con cui giocare).
  • Spesso gioca quando è sofferente (per esempio, senza speranze, in colpa, ansioso, depresso)
  • Dopo una perdita di denaro al gioco, spesso torna il giorno per andare in pari (“rincorrendo” le proprie perdite)
  • Mente per celare l’entità del coinvolgimento nel gioco
  • Ha messo a rischio o perso una relazione significativa, il lavoro, o opportunità d’istruzione o lavorative a causa del gioco
  • Fa affidamento sugli altri per ottenere i soldi per attenuare situazioni finanziarie disperate causate dal gioco

La ricerca di evasione

Come in tutte le patologie analoghe il dipendente cerca la sostanza o il comportamento per alleviare un dolore più profondo o quando è in difficoltà per fuggire ad una elaborazione o ad una presa di responsabilità che non riesce a tollerare in quel momento.
Questo meccanismo è tipico della dipendenza come tentativo di autocura da parte del soggetto. Nel lungo termine però si possono presentare numerose complicazioni che spingono il soggetto verso una parabola discendente che rinforza il circolo vizioso e consolida tutti quegli affetti negativi da cui si cercava di fuggire. Inoltre, l’assuefazione e il crescente bisogno di denaro possono portare a problemi relazionali con i cari ma anche a problemi con la legge o con i debitori.

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Cause della ludopatia

Il giocatore patologico è consapevole, anche se non sempre lo ammette, di avere un problema ma allo stesso tempo non riesce a superarlo per due motivi principali:

  • È l’unico modo in cui riesce a non stare peggio, questo è il tentativo di autocura insito al gioco
  • Questo meccanismo è un circolo vizioso che arriva a monopolizzare la maggior parte della vita e del pensiero di chi ne soffre.

La causa principale è il piacere alla base del gioco, la tentazione offerta che promette un miraggio, almeno all’inizio, fa parte della fase di idilio con il gioco, per poi passare in secondo piano. Il giocatore patologico non gioca più per il miraggio di vittoria, gioca perché deve farlo, gioca per recuperare le somme perdute, gioca per provare l’adrenalina del momento di massima tensione in cui segue la pallina nella roulette per vedere dove si fermerà o è concentrato sull’ordine delle caselle da grattare. In quel momento tutto si spegne e c’è solo quello. E’ una totale e completa fuga dai problemi e dai pensieri, non dissimile dai paradisi artificiali offerti dalle droghe e altrettanto effimera.


Allo stesso tempo però il circuito neuropsicologico che si va rafforzando diventa poi sempre più difficile da correggere, l’assuefazione spinge a giocare somme sempre maggiori e il “craving”, il bisogno di giocare diventa sempre più fuori controllo. Il gioco d’azzardo può di fatto essere annoverato tra i disturbi del controllo degli impulsi, cioè quei disturbi in cui il soggetto non è in grado di gestire l’impulso che gli arriva. Un lavoro su questo aspetto può essere molto utile perché può aiutare a trasformare il circolo vizioso del discontrollo in un circolo virtuoso scaturito dalla maggiore consapevolezza e dalla soddisfazione del self-control.

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Conclusioni: E’ possibile uscire dal gioco d’azzardo patologico?

In sintesi, ci si può avvicinare al gioco per curiosità e divertimento, ma poi dall’incontro con l’azzardo non è possibile prevedere cosa ne scaturirà. Per alcuni soggetti, in virtù di caratteristiche loro personali e anche della particolare situazione di vita che stanno attraversando, l’inclinazione al gioco può sfuggire di mano e diventare un problema. Prima che sia troppo tardi, prima di perdere tutto è possibile sempre fermarsi ma alcuni non ci riescono. I giocatori più gravi hanno proprio bisogno di perdere tutto per realizzare che non possono andare avanti così. Risulta davvero difficile stargli vicino e capire come fare per aiutarli, ma senza una spontanea volontà di ricercare aiuto ogni tentativo di cura corre il rischio di risultare fallimentare.

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