Che cosa sono le Relazioni Virtuali dove non ci si incontra mai?

Le Relazioni Virtuali (Never- Met Relationship) sono relazioni, nate nel mondo del web, in cui le persone si conoscono, si apprezzano, “si amano” e si lasciano senza essere mai stati fisicamente nella stessa stanza. La curiosità di saperne di più è nata da un articolo pubblicato dal Guardian in cui chi scriveva raccontava la sua relazione di cinque anni con un partner mai visto in carne e ossa. 

Dalle relazioni epistolori a quelle virtuali

In effetti, pensandoci su nel passato c’erano le relazioni epistolari che, senza ombra di dubbio, sono state le capostipiti delle relazioni a distanza. Fantasia e attesa, unite nell’aspettativa di riunirsi all’amato mai incontrato prima, permettevano, a quei tempi, di provare sentimenti intensi, amplificati dall’impossibilità di un contatto immediato che oggi, sebbene virtuale, è sempre possibile. Eppure, anche in casi non estremi come quello riportato dalla rivista inglese, nonostante dichiarazioni di amore e manifestazioni di desiderio, alcune coppie non si incontrano mai. Perché?

Il medium ideale per le relazioni virtuali

Le situazioni virtuali in cui è possibile conoscere persone dell’altro sesso sono infinite: forum o chat per appassionati, apps dedicate, social, blog… Stabilire un primo contatto è altrettanto facile, basta spingere un bottone, niente di più. La conversazione si avvia e si inizia la conoscenza reciproca. Tutto è fluido e semplice, la connessione è immediata. Negli ultimi anni, secondo una ricerca pubblicata nel 2019 dal sociologo dell’università di Stanford Michael Rosenfeld e colleghi, la conoscenza online è diventata la prima fonte per conoscere il futuro partner.

Fino al 2013, per quanto riguarda l’America, la prima modalità di conoscere il partner era attraverso gli amici o la famiglia, ma da quell’anno il primato appartiene ad internet. La tendenza americana è sicuramente condivisa da tutto il mondo occidentale, dato che molto spesso tutto ciò che è social nasce prima in America e poi approda in Europa.

Internet, quindi, ha sostituito il ruolo di intermediario necessario per conoscere nuove persone. Da questo punto di vista non si dipende più da un’altra persona, ma dalla grande rete che è in grado di connettere tutti. Non c’è più bisogno che un altro ci introduca ad una nuova persona in quanto possiamo farlo autonomamente in maniera comunque filtrata. Il punto è qui.

Per la maggior parte delle persone il partner di una relazione, non quello occasionale, è conosciuto indirettamente. Internet ha dato la possibilità di conoscere senza l’aiuto di un altro (con tutti i giudizi e le aspettative ad esso correlati) ma allo stesso tempo senza il bisogno di un approccio diretto, anzi al riparo dietro un oggetto.

I siti o le app permettono dunque di raggiungere più persone possibili e ad avere in anticipo informazioni sulle stesse, assicurando al contempo rassicurazione rispetto all’esposizione che non è mai diretta. Non c’è da stupirsi se è diventato il primo tramite per la formazione di nuove coppie e per fare nuove conoscenze in generale.

E’ possibile innamorarsi on-line?

Il passaggio dalla conoscenza all’innamoramento non è però così scontato. C’è bisogno di potersi vivere, di stare insieme, di fare esperienza dell’altro affinché scatti quella scintilla che fa rendere conto che la vita, senza l’altro, è una vita a metà. Ma tutto questo è possibile online? Perché no, ma il virtuale non può bastare.

Navigando su internet ci sono molti siti e blog sulle LDR (long distance relationship – relazioni a distanza). Tantissime persone si conoscono sul web, nonostante vivano in città diverse o addirittura in altre nazioni. Anche qui in fondo nulla di nuovo, un tempo c’erano le inserzioni sui giornali per conoscere uomini o donne lontane e non solo.

In “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata”, film del 1971 Alberto Sordi, dalla lontana Australia, cercava moglie in Italia grazie ad un’inserzione di giornale. La grande differenza oggi, rispetto al passato, è che è possibile continuare e portare avanti la relazione, condividendo sempre di più, passando sempre più tempo insieme e annullando lo spazio, senza tuttavia mai incontrarsi. La libertà offerta dalle ultime tecnologie può allo stesso tempo fungere da barriera nel rapporto con gli altri e differire indeterminatamente l’incontro. 

L’incontro tra corpi

Tra le tante cose che la tecnologia può fare, ce n’è almeno una che non può (ancora) fare: simulare la corporeità dell’altro. E’ il corpo, quasi fosse qualcosa di autonomo rispetto alla nostra mente, che sente, che percepisce l’altro. E’ un mediatore tra il nostro “io” e l’altro. Le sensazioni che ci suggerisce, ciò che definiamo intuito, non ci è possibile controllarle, semplicemente arrivano e sta a noi decidere se seguirle o no.

Il rapporto che non prevede il contatto tra i corpi è comunque un rapporto mutilato

Non che queste siano a prova di errore, ma offrono una visione supplementare rispetto a quella proposta dalla coscienza. Il rapporto che non prevede il contatto tra i corpi è comunque un rapporto mutilato. Il cosiddetto “amore platonico” è quello tra due menti che si attraggono reciprocamente, ma niente di più. Un rapporto di questo tipo non rischia, forse, di essere poco più che una fantasia onanistica per entrambi?

Virtuale e concreto

Dietro lo schermo il corpo è relegato ad una dimensione immaginaria. Non sono a contatto con il corpo dell’altro ma con l’idea che mi sono fatto di questo corpo. L’idea è comunque qualcosa che appartiene a me, non all’altro e quindi non entro davvero in con-tatto con lui e con tutti i rischi che questo incontro potrebbe far emergere. E’ il caso di quelle relazioni a distanza che non si concretizzano mai, perché almeno uno dei due non riesce a varcare la soglia del punto di non ritorno in cui si lascia il terreno del conosciuto e sicuro e ci si avventura in un regno di incertezze e rischi di fallimento.

Questo passaggio non si riferisce solo alle relazioni virtuali e/o a distanza, è ben più radicato e caratterizza ogni coppia di esseri umani. Ognuno dei due partner di una coppia è sollecitato a fare questo affinché possa darsi, donarsi davvero all’altro. Senza, il rapporto sarà sempre parziale, non del tutto sincero. Ritornando al film di Alberto Sordi, tanto lui quanto la co-protagonista femminile, Claudia Cardinale, si spacciano per qualcosa di ben diverso da quello che realmente sono, oggi sarebbero definiti due catfish, ma ciò non gli impedisce di entrare in contatto autentico con l’altro e coronare ugualmente il sogno di una vita completata dall’altro. 

Il punto allora forse non è su reale o virtuale, ma su quanto si è davvero disposti a donare se stessi, non semplicemente il proprio corpo, senza se e senza ma.

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